Postato il 18 March, 2009.
Categoria: Davide Vanni@Condorito.
Nel 1985, negli studi di registrazione di King Jammy’s, in modo quasi del tutto casuale, viene riprodotto su una tastiera Casio un ritmo digitale con basi rock’n’roll. Una volta proposto in sound system, diventa una bomba! Nasce così il riddim “Sleng Teng”, padre di tutti i ritmi digitali che tuttora spopolano nel reggae; per la prima volta i produttori jamaicani si avvalgono dell’aiuto del computer e dell’elettronica! E’ il momento d’oro di etichette quali Jammys, Digital B, Penthouse, Redman; nasce una nuova pletora di artisti: Beenie Man, Buju Banton, Capleton. Il reggae digital si evolve poco per volta in Dancehall, in ragga, in bogle; le tematiche affrontate, inizialmente politicamente molto scorrette, agli inizi degli anni ’90 ritornano più conscious, grazie soprattutto all’apporto di Garnett Silk, sino alla nascita del fenomeno Nu-Roots e One Drop, oggi molto in voga.
Una serata all’insegna di queste potenti e, talvolta, devastatrici sonorità, in cui il reggae unisce sua ancestralità alla modernità….Big things!!!!
LUCAMPIONE
Emerito fondatore, a metà anni ’80, della scena reggae torinese e vero appassionato della cultura jamaicana (innumerevoli i suoi soggiorni a Kingston ed a Londra). Mattatore, all’inizio degli anni ’90, con Bunna, Madaski, Paolone AKA, della mitica To.sse, con cui registra l’inno ragga “Lega la Lega”.
Uno spettacolo dietro la consolle e con un microfono in mano!
VISIONE DEL FILM “THE HARDER THEY COME”
Postato il 18 March, 2009.
Categoria: Concerti Live.
RASSEGNA “JAMAICAN MEMORIES”
La mini rassegna “Jamaican memories” vuole occuparsi , sotto molteplici sfaccettature, della cultura della piccola isola caraibica, conosciuta in tutto il mondo per il fermento musicale che diffonde da oramai mezzo secolo in tutto il mondo.
La Giamaica non è solo reggae, non è solo sole, non è solo Kingston, come non è solo villaggi turistici; la Giamaica è lo specchio della storia mondiale degli ultimi decenni, è contraddizione, è desiderio di pace immerso in una quotidiana violenza, è ricchezza culturale spesso resa inefficace da un dignitosa povertà economica; il tutto, però, livellato dalla presenza di sonorità che sono entrate a far parte della storia della musica e che hanno reso questa piccola dolce isola unica ed inimitabile!
“Jamaican Memories” si propone di ripercorrere le tappe dello sviluppo filologico-musicale e culturale della Giamaica tramite dj set, concerti, film, cucina.
SABATO 21 MARZO: DJ PIDDU feat MR TBONE
Negli anni ’50 la Giamaica inizia ad essere attraversata da un viscerale desiderio di musica; alle sonorità autoctone del Mento (parente del calypso di Trinidad), lentamente si uniscono il Rhythm and Blues americano; agli angoli delle strade di Kingston, iniziano ad apparire i primi sound system, composti da un semplice piatto, una cassa ed un dj (sia come colui che mette i dischi e contemporaneamente li presenta). Verso la fine del decennio, si sente la necessità di un suono non più importato dagli States, ma prodotto e registrato da artisti locali. Sono gli anni dell’ R’N’B jamaicano, dello shuffle; quando a quest’ultimo si aggiungono le sonorità più Mento, nasce lo Ska, il vero jazz jamaicano (grazie a musicisti come Don Drummond, Tommy McCook, Baba Brooks, Roland Alphonso, Rico Rodriguez). Nel frattempo, l’isola (1962) diventa indipendente dall’Inghilterra. E’ l’epoca di etichette quali Studio One, Treasure Isle, Prince Buster (cui corrispondono i principali sound system Downbeat, Trojan e Voice of The People); è anche l’epoca dei rude boys, giovani del ghetto, spesso accusati di interrompere le dance hall a causa della loro violenze. Per questo motivo ( o forse per l’eccesivo caldo dell’estate 1966), i ritmi rallentano: nasce il Rocksteady che offre maggiori opportunità ai complessi vocali (reminiscenza del Doo Woop e del Soul americano) o a semplici cantanti dotati di voci angeliche. Un paio d’anni ed esplode il Reggae (o, meglio, l’Early reggae), inizialmente ancora connotato da argomenti leggeri e pronto ad invadere, tramite l’Inghilterra, anche l’Europa. I ritmi creati in questo decennio diverranno la base di tutta la cultura musicale della Giamaica.
Questa serata vuole riproporre le atmosfere che si potevano respirare a Kingston dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’70, grazie ad una selezione di dischi d’epoca accompagnati dai preziosi interventi ed assoli improvvisati dal trombone del maestro Mr TBone.
MR TBONE (www.myspace.com/mrtboneblog)
Musicista ed insegnante di trombone, nonché produttore musicale, negli anni ha partecipato e dato vita a molteplici progetti musicali tra cui Africa Unite, Bluebeaters, New York Ska Jazz Ensemble, Jamaican Liberation Orchestra. Ha collaborato con leggende jamaicane quali il percussionista Larry McDonald e registrato un album a New York con la collaborazione di King Django e Victor Ruggiero. Nell’autunno del 2008 è uscito “Heroes”, album del suo nuovo progetto Mr TBone & the Young Lions, pieno si succulente influenze ska, rocksteady, reggae e soul, che per l’ennesima volta lo conduce in tour per tutto il mondo.
DJ PIDDU (www.myspace.com/djpiddu_outtalaw)
Storico dj della provincia di Cuneo, da anni collezionista di dischi jamaicani (più di 15.000…); una passione insana che l’ha condotto a suonare in buona parte d’Italia, in Francia, in Austria ed in Svizzera. Da alcuni anni collabora con Nuvolari Libera Tribù ed ha diviso palchi con i maggiori artisti di sound jamaicano.
VISIONE DEL FILM “STUDIO ONE STORY”
Postato il 18 March, 2009.
Categoria: Concerti Live.
Come ricorderete nel dicembre 2007 un incendio scoppiato nell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, dovuto al non rispetto degli standard di sicurezza, portò alla morte di sette operai. A partire da questo evento Fabrizio Varchetta, cantautore e operaio, ha scritto il brano “Siamo gli operai”, contenuto nell’omonimo album uscito questo autunno. I proventi del disco andranno interamente alle famiglie degli operai morti sul lavoro.
Cd sponsorizzato in parte da Cgil, Fiom, Spi, Camera del Lavoro di Reggio Emilia Arci Reggio. Referente per il progetto in CGIL Luciano Berselli al numero 05224571
La promozione è per ora fatta da me sulle seguenti radio e programmi: Sherwood, K-Rock, Radio Flash, Radio Babboleo, Radio Popolare, radiorai2- caterpillar, Rete3 Svizzera . Sto ampliando il cerchio delle radio e a breve ci sarà anche un video, presentato in anteprima su Repubblica Tv, Telejato, rete3 Svizzera.
E’ un disco nel quale si viaggia tra diverse atmosfere ed ognuna ricorda un luogo. Si parte dall’incontro di due giovani a una festa popolare del primo dopoguerra e si arriva al nordest odierno. Le sonorità vanno dal bluegrass all’indie rock, dal folk rock alla milonga, dal piano e voce all’acustica. Un disco all’apparenza etereogeneo ma che trova una sua unità nel filo logico della playlist, un viaggio ben preciso che tocca il nostro Paese, l’Irlanda, Parigi, Africa, Americhe. Disco scritto, arrangiato e prodotto da Fabrizio Varchetta che dopo anni passati come autore per Nomadi, Bassapadana, Mangala Vallis e altri si accinge a uscire con qualcosa di suo, per intero. E si avvale di collaborazioni importanti, amici che hanno creduto nella musica e nelle parole di Fabrizio. Flaco Biondini che ha arrangiato e suonato Milonga Pour Elle. Dudu, Ice, Roberto, Franco, tutti dei Modena City Ramblers che entrano come ospiti in Nino il Marzianino, pezzo per il quale Vauro ha fatto una vignetta inserita nel libretto. Le batterie sono suonate da Gigi Cavalli Cocchi (già batterista di Ligabue, Clandestino, CSI), alcune chitarre elettriche da Max Cottafavi (chitarrista di LIgabue, Clandestino, Francesco Renga e altri), alcuni bassi da Elisa Minari (ex Nomadi). Il resto delle chitarre è di Fabrizio Varchetta, il violino di Filippo Chieli (Cormac, ex MCR), rimanenti bassi di Riccardo Sgavetti, tastiere e fisarmonica di Leonardo Sgavetti (da quest’anno con i Modena City Ramblers). La canzone Siamo gli Operai è interpretata anche da Modena City Ramblers, Gang, Statuto, Daniela Galli e altri.
Non canta solo Fabrizio: una voce importante, che esce dalla terra, lo accompagna e va da sola in alcuni pezzi, quella di Greta Fornasari.
I proventi del disco andranno alle famiglie degli operai morti sul lavoro
Postato il 5 February, 2009.
Categoria: Concerti Live, Davide Vanni@Condorito, Il video della settimana, NEWS EVENTI, Notizie dalla musica.
MUSICAZERO
Condorito presenta 13 viaggi nella musica fuori dai generi
dalla sicilia al texas, dalla camera alle ballate, dalla fama alla fame
un punto di vista su diùn panorama musicale nazionale e trancenazionale
PER chi voglia mettersi in ascolto.
juan carlos
info@condorito.it
info 349 080 36 24
Postato il 8 December, 2008.
Categoria: Davide Vanni@Condorito.
Postato il 27 September, 2008.
Categoria: Concerti Live.
Difficile dare una definizione univoca della loro musica: le numerose fonti di ispirazione, la formazione classica di Paolo Sportelli (compositore e arrangiatore, produttore artistico del progetto) e il legame con la Sicilia, terra di origine di Paola Donzella (autrice dei testi), unita ad una passione culturale e poetica per la Francia, fanno si che le loro canzoni spazino da divertenti e frizzanti swing, a brani più intimi e riflessivi dalle sonorità vicine al mondo francese “colto” di Debussy e Satie e un tocco di canzone d’autore alla Paolo Conte. Ascoltando la musica degli Elisir, dei quali prossimamente uscirà il nuovo lavoro “Pere e Cioccolato”, ci si rende conto di come la raffinatezza possa accompagnarsi con la semplicità di ascolto, come armonie raffinate possano sposare melodie orecchiabili.
CENA DALLE 20,00
ingresso 8€
Postato il 27 September, 2008.
Categoria: Concerti Live, NEWS EVENTI.
Parte dall’Italia il tour di presentazione del nuovo album, “Sweetheart, keep your Chin up” (”Dolcecuore cammina a testa alta”), che nei prossimi mesi vedrà Vanessa impegnata in Olanda, Belgio, Germainia, Norvegia, oltre che in coast-to-coast negli Stati Uniti.
“Sweetheart, feep your chin up” è stato registrato tra Dallas e la Toscana e prodotto, così come il precedente, da Salim Nourallah (The Old ’97s e noto cantautore/musicista e produttore di Dallas), Vanessa Peters e gli Ice Cream On Mondays, la band italiana di Vanessa.
Varie le collaborazioni tra cui quella di Guglielmo Gagliano (Paolo Benvegnù) al violoncello, MC Hansen (cantautore molto noto in Danimrca) ai cori, Eva (Cantautrice molto nota in olanda) ai cori, Alex Akela (polistrumentista altrettanto noto in Olanda), violino mandolino e cori.
L’Album dimostra la maturità del suono che ha fatto conoscere Vanessa, una miscela di roots-pop e country noir. Così come era stato per “Little Films”, anche “Sweetheart” si può definire un concept-album, dove le favole, i miti e le storrie dei marinai vengono riviste in chiave moderna, dando una nuova voce a Ulisse, Penelope, Le Sirene (una in particolare innamorata di Ulisse), Icaro e la Strega Cattiva dell’ovest (dal Mago di Oz), solo per citare alcuni dei personaggi che sono stati cuciti dentro la stoffa di questo Album.
Vanessa Peters è una giovane cantautrice indiefolk texana, ma già con un curriculum di tutto rispetto. Le oltre 500 date che l’hannoprtata a proporre la sua musica in giro per il mondo (Stati uniti, Italia, Germania, Repubblica Ceca, Olanda, Belfio, Sveia, Norvegia, Ighilterra ed Irlanda) ne sono la dimostrazione.
Apprezzata per la sua voce, definita deliziosa e incantevole, votata tra le 10 migliori voci ad Austin (texas) e accostata a più riprese a figure come Lucinda Wiliams, Hammylou Harris, Patty Grttin, Suzanne Vega, Beth Orton, Aimeè mann,..ma anche per le sue canzoni, definite dal sapore intimo e dai testi appassionati.
ingresso 6€
Postato il 27 September, 2008.
Categoria: Concerti Live.

Nascono nel ’99 mescolando influenze blues, folk a echi di chansonnier francesi e italiani, assumendo col tempo una sempre crescente fisicità e irruenza ritmico-rumoristica , tra intense ballate e sfuriate punk-blues. Dopo alcuni demo e la partecipazione a festival come Sonica2001, al No Silenz Fest e a compilation come “Soniche avventure VI” (Fridge Italia), arrivano all’esordio discografico con un EP di quattro brani, intitolato Sirene edito da Toast Records. In seguito a una frequente attività live, tra cui le partecipazioni al Festival della musica di Mantova, al Premio P. Pavanello Di Trento e un concerto al Balsam Club di Varsavia, avviene l’incontro con Giancarlo Onorato che maturerà un ‘intensa collaborazione, sfociante nella produzione del primo album “Guignol” (Lilium/Venus). Pubblicato nel dicembre 2005, “Guignol” rappresenta una visione insieme interiore e lucidamente critica del vivere il presente in una realtà urbana decaduta come quella di Milano e più in generale del Paese, un album di rock figlio diretto di un “blues” malato, intriso di rumorismo, minimalismo e intimamente vicino al rock d’autore più rabbioso e malinconico. Nel luglio 2006 partecipano al festival “ArezzoWave” , presso lo Psycho Stage, come ospiti della rivista “il Mucchio Selvaggio”. In seguito all’ottimo riscontro di critica per l’omonimo album , i Guignol riceveranno un riconoscimento tra le rivelazioni cantautorali al MEI di Faenza. SI INTITOLA “ROSA DALLA FACCIA SCURA” IL SECONDO ALBUM DEI GUIGNOL, IN USCITA A FEBBRAIO 2008!! Il disco vede nuovamente alla produzione artistica Giancarlo Onorato (come nel precedente “Guignol” ) con Attila Faravelli a curare i suoni. Ospiti all’interno del disco lo stesso Giancarlo Onorato e Amaury Cambuzat ( Ulan Bator, Faust, Acid Cobra ecc..). “ROSA DALLA FACCIA SCURA” conta undici “spinose” canzoni di ruvido, irruento rock blues e melodie folk/pop ad arricchire il tutto. Tra le novità di gennaio 2008, è ascoltabile qui’ su myspace, la versione di VEGETABLE MAN di Syd Barret, realizzata dai GUIGNOL per la compilation “SYD BARRET PROJECT VOL 5″, ad opera della “OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI”. www.oggettivolanti.it. GUIGNOL presenti anche nella compilation D-DAY (musica per gentili acoltatori) con il brano BALLATA DEI GIORNI ANDATI, curata da Fabio Bonfante e Mauro Mercatanti .
SPACE
ingresso 4 euro
Postato il 27 September, 2008.
Categoria: Chi siamo, Cineclub, Concerti Live, Davide Vanni@Condorito, NEWS EVENTI, Notizie dalla musica.
KURSK_TRUTH IN THE END amrn 05

Ciò che è successo al sottomarino russo Kursk attiene più alla storia della guerra fredda che alle cronache delle tragedie del mare. Come per il DC-9 I-TIGI dell’Itavia la verità non emergerà mai, sebbene le ricostruzioni plausibili ci spingano a considerare semplicemente come il Potere, per reggersi, sia sempre pronto a sacrificare vite umane, anche quelle che appartengono a quel consesso chiamato Nazione che ne legittima il ruolo di comando.
Il lavoro che Gianni Mimmo e compagni hanno fatto attorno alla tragedia del sommergibile nucleare non è certamente quello del film di denuncia, bensì quello di una lettura estetica di quanto successo, in altre parole di una visione epica o, come meglio dice lo stesso Mimmo, dell’appropriazione di una prospettiva “catartica”, poiché è innegabile che i grandi drammi hanno su tutti noi un enorme potere di fascinazione. E l’uso estetizzante fatto anche dai grandi mass media dell’attentato alle Twin Towers è lì a dimostrarlo, così come quanto è stato detto a riguardo da Karlheinz Stockhausen (e mal interpretato da tutti).
Ciononostante ci sono voluti 3 anni di messa a punto per produrre questo cortometraggio di 24 minuti. Da una parte sono state utilizzate immagini di repertorio e spezzoni “disturbati” di film sul tema sottomarino, oltre che confezionata qualche presa originale come i dettagli della lamiera che subisce l’infiltrazione dell’acqua o le mani che cercano uno spiraglio di luce attraverso una piccolissima grata. Editing e montaggio di Agua Mimmo hanno reso poi questo zibaldone di immagini un flusso coerente e donato al complesso dell’opera un taglio registico vero e proprio. Dall’altra parte la musica, che è servita anche da story board, è stata costruita attorno a una trama sviluppata per quadri: la varo, il viaggio, la vita a bordo, le comunicazioni, il punto di non-ritorno e l’epilogo. In particolare il sax soprano di Gianni Mimmo (accanto alla radio a onde corte Zenith L600) e il trombone di Angelo Contini hanno fornito la totalità timbrica attraverso cui vengono sviluppata la colonna sonora rielaborata in tempo reale dall’elettronica di Xabier Iriondo: una musica puntillistica a forte vocazione improvvisativa. Ma ci sono anche pagine scritte con raffinatezza allusiva, come nel trionfale incipit Launching che non dissimula l’orizzonte di un grande compositore di musica incidentale come Dmitrij Šostakovic. Una musica quindi che nei suoi silenzi, i suoi riverberi e i suoi rumori sinistri si sposa perfettamente con il mondo scuro e terribile degli abissi post-sovietici.
E poi c’è lui, il sottomarino, un mostro muto che vive in mari freddi, disabitati e inospitali. Si muove nell’ombra come un gigantesco leviatano ed è messo in movimento da 118 persone che costituiscono il suo organismo interno. Una volta che muore questo, anche un mostro così imponente e apparentemente indistruttibile si avvia alla sua fine.
“Tutto l’equipaggio delle sezioni sei, sette e otto si è spostato nella sezione nove. Ci sono 23 persone qui. Abbiamo preso questa decisione come conseguenza del disastro. Nessuno di noi può tornare in superficie.”
Tenente Dimitri Kolesnikov

FORGIVING JULY
Gianni Mimmo_sax soprano, Angelo Contini_trombone, Stefano Pastor_violino
» un trio acustico dalla timbrica insolita che condivide una strana musica fatta di obliqui tratti cameristici, traversati da improvvisi colpi di violenza controllata e no.
La relazione trova la sua strada attraverso narrazioni a più livelli, luminose didascalie, drammatici momenti e intriganti tessiture armoniche.
Il trio di legno e corda e ottone è una inusuale possibilità.
Tensivo e quieto, sincero e lama tagliente, Forgiving July scolpisce con lampi scene decise.
Un background sperimentale, contemporaneo e derivazione post jazz, unite a una ricca tavolozza espressiva, provoca un’idea di musica poli-dimensionale e una vivida esperienza di ascolto.
Recentemente registrato live a Novara Jazz festival 08, Forgiving July è stato invitato dalla
International Society of Improvised Music alla Conference 2008 che avrà luogo il prossimo dicembre a Denver, Colorado, USA.
Forgiving July sarà editato il prossimo anno con il supporto di NOVARA JAZZ FESTIVAL
Gianni Mimmo
saxofonista e compositore attivo nel campo del jazz e della sperimentazione da oltre 25 anni, con una serie di progetti originali con organici disparati. Interessato da sempre alla contaminazione fra le arti ha partecipato a numerose attività interdisciplinari, con particolare attenzione al rapporto musica-testo e musica-immagine. Numi tutelari paiono essere nomi del jazz come Steve Lacy e Roscoe Mitchell, della musica contemporanea come J.Cage e Robert Ashley, dell’arte J.Pollock e Toti Scialoja.
“Ricerca” sembra la parola chiave che accompagna il suo lavoro, che spesso privilegia collaborazioni con elementi di distante collocazione. La cura del timbro musicale e delle tecniche avanzate del sax soprano al quale si Ë monacalmente dedicato negli ultimi anni Ë divenuta essa stessa la cifra di riferimento del suo stile.
Suoi lavori in ambito performativo sono “Io con vestito leggero” in duo con Chandra Livia Candiani portato in ogni dove in decine di spettacoli, “Obliqui Viali” Ë un volume di racconti che diviene istallazione interattiva, una sonorizzazione visuale adatta ad ambienti pubblici e privati di vario genere: stazioni ferroviarie, metropolitana , bus, cortili, ospedali, sale d’aspetto in genere, gallerie d’arte etc.. in collaborazione con la fotografa Elda Papa,
“Tight Corners” nato per studiare connessioni creative tra musica e la fotografia di Stefano Galvani (performance di proiezione e musica live).
Fonda l’etichetta indipendente Amirani records attenta alle intersezioni stilistiche e alle energie sincere del panorama musicale contemporaneo.
Con questa label pubblica diversi progetti anche personali, fra cui un film dvd “Kursk_truth in the end” che ben rappresenta le sue intenzioni “totali”.
Il suo solo “one way ticket” rivela un’attitudine concettuale che rintracciamo sempre nei suoi lavori.
Il suo duo con Angelo Contini “Two’s days/Tuesdays” , il trio con Francesco Cusa e Andrea Serrapiglio al cello, il quintetto con John Russell, J-M Van Schouwburg, Contini e Serrapiglio, il quartetto con Contini Russell Ute Wassermann, il progetto con Xabier Iriondo “Your very eyes”, le collaborazioni elettroacustiche con Airchamber 3, con Bespoken e Lonius, oltre alla intensa performance “Moooove me” in duo con la danzatrice Marcella Fanzaga dicono della trasversalit‡ del suo approccio artistico.
Filosofia: Essenzialità. Lavorare con ciò che si ha, responsabilità della comunicazione, aggiungere al mondo solo sinceramente. Art is made for trouble, science reassures.
www.amiranirecords.com ; www.myspace.com/giannimimmoamirani
Stefano Pastor
Ë diplomato in violino e, con il massimo dei voti, in jazz; i suoi interessi musicali lo hanno portato a praticare i generi pi_ diversi: spaziando dalla musica classica, al jazz e al rock.
I suoi maestri sono Claudio Marzorati, Lorenzo Lugli, Carlo Pozzi, Piero Farulli, Piero Leveratto, Enrico Rava e Dave Liebman.
Nell’82 E’ risultato tra i vincitori del Concorso del “Laboratorio Lirico Sperimentale” di Alessandria. Da allora ha fatto parte di diverse formazioni orchestrali, tra le quali citiamo “l’Orchestra Sinfonica dell’Angelicum” di Milano, suonando con artisti prestigiosi, quali Josè Carreras, Cecilia Gasdia, Simone Alaimo, Paul Badura-Skoda, Lev Markiz, Edoardo Muller, Massimo Biscardi, Daniele Gatti, Pietro Borgonovo.
Ha inciso dischi con Massimo De Bernart, Mauro Ceccanti, con il gruppo art rock Picchio dal Pozzo e con il cantautore Paolo Conte.
Ha effettuato varie registrazioni per la RAI, in qualità di primo violino del quartetto “Leon Battista Alberti” e ha alle spalle un’intensa attività concertistica.
Attualmente si dedica totalmente alla musica jazz, producendosi in esibizioni in clubs, festival e rassegne in Italia e all’estero; tra i musicisti con cui ha suonato citiamo: Borah Bergman, Harry Beckett, George Haslam, Paul Hession, Piero Leveratto, Maurizio Giammarco, Cristopher Culpo, Giancarlo Schiaffini, Giorgio Dini, Giampaolo Casati, Claudio Capurro, Mauro Negri, Mario Raja, Bruno Tommaso, Luciano Milanese, Nando De Luca e Alberto Tacchini.
Nel 2004 ha pubblicato, per l’etichetta Videoradio, un CD a proprio nome intitolato “Una Notte in Italia”, accolto favorevolmente dalla critica italiana ed europea. Ha ricoperto il ruolo di assistente del Direttore dell’Orchestra Laboratorio Mario Raja ai seminari di Siena Jazz ’04.
Nel 2005 ha vinto il secondo premio alla Rassegna Giovani Musicisti di Cervo (IM). Nello stesso anno si piazza tra i quattro finalisti al Concorso Internazionale di Arrangiamento e composizione di Barga, con un lavoro su Wayne Shorter, ospite Claudio Fasoli.
Nel 2006 pubblica il secondo disco a proprio nome dal titolo “Transmutations” per l’etichetta inglese SLAM ottenendo commenti lusinghieri e convinti da parte della critica. La Rivista di Ricerca Musicale “Suono Sonda” pubblica un lavoro di Stefano Pastor e del poeta Erika Dagnino intitolato “Cicli”. L’opera viene successivamente estesa a una forma di quattro movimenti e pubblicata in CD, con testo stampato su booklet, dalla SLAM, nel maggio del 2007, con titolo “Cycles”.
Un periodo di concerti e incisioni, effettuati in Inghilterra nel settembre del 2006, Ë documentato dai CD “Holywell Session - Live in Oxford” e “Helios Suite” editi nel 2007 per la SLAM
L’associazione “Jazz Lighthouse”, in collaborazione con Comune e Provincia di Genova, conferisce a Pastor un premio speciale “per la ricerca di nuove possibilità espressive nel jazz”.
Nel 2007 Pubblica per Silta Records il CD “Uncrying Sky” con Schiaffini, Dini e Rotella, un progetto composto di musiche e poesie a firma di Pastor. Tiene una serie di concerti (documentati da Radio tre) in duo con il pianista newyorkese Borah Bergman, con il quale incide un disco previsto in uscita nel 2008.
Si piazza al settimo posto tra i migliori nuovi talenti al Top Jazz 2007
Svolge da anni una piena attività didattica.
www.stefanopastor.com
Angelo Contini
Strumentista e ricercatore “nato” con il trombone, strumento nel quale ha riconosciuto la propria voce artistica attivo nel campo del jazz e della musica sperimentale, vanta collaborazioni prestigiose.
Giovanissimo negli anni 70 inizia a tenere concerti col trombettista Guido Mazzon e il percussionista Toni Rusconi, frequentando l’inquieto mondo della musica improvvisata .
Con Mazzon e altri musicisti italiani e stranieri esegue l’opera “Dressoir” composta dall’olandese M. Mengelberg al Teatro Arsenale di Milano. Dopo vari altri concerti collabora al quartetto Lodati-Robbins entrando nella “Cooperativa Musica Creativa” mentre suona anche nel ‘Gruppo Contemporaneo” e incide I’ L.P. “Aspettando i dinosauri”. In vari teatri italiani esegue dal vivo le musiche del balletto ‘Dressoir” che la Compagnia di Danza Contemporanea di Milano. Irresistibilmente attratto dalla contaminazione artistica Ë protagonista di “contatti”, come lui stesso li definisce, fra musica e pittura collaborando con artisti direttamente nei loro studi.
Lo scrittore Umberto Lucarelli lo vuole sempre alle presentazioni dei suoi libri e gli fa incidere le colonne sonore dei suoi films. Dal 1983 e per un decennio Ë primo trombone della Big-Band “The Swingers” di Cremona.
Ha affinato una sensibilità particolare che lo ha condotto alla profonda conoscenza dello strumento e allo studio di tecniche alternative tipiche del repertorio contemporaneo.
Respirazione circolare, multiphonics, esplorazione di ogni recondito angolo del proprio strumento ne fanno uno stilista efficace e raffinato. Esplora il rapporto con il silenzio in performance in solo e in gruppo, ma non disdegna collaborazioni solistiche e di sezione in ambiti più convenzionali.
Tiene stage e master sulla tecniche alternative dello strumento e sulla musica improvvisata, ma è anche un esperto di dijeridoo.
www.amiranirecords.com
ingresso 6€
Postato il 27 September, 2008.
Categoria: Concerti Live, NEWS EVENTI.
PUTAN CLUB
Concerto & video proiezzioni,
musica & instant-art-movie, DJ+VJing
(Francia-Italia)
Il PUTAN CLUB è stato ideato come una
cellula di resistenza, caratterizzata da un
modo di agire ispirato ai primi complotti di
partigiani europei durante l’ultima guerra
mondiale (azioni di forza in luoghi diversi e

vari) e di partigiani irakeni, afgani o ceceni
odierni.
La resistenza è organizzata con i mezzi più
arcaici ed immediati del nostro secolo: dal
pianoforte alla chitarra, dal respiro al
rumore elettrico/elettronico come dal verso
scritto alla parola urlata, come dire dalle
pitture rupestri al concettualismo più arduo,
o dal’avant-rock alla musica classica
contemporanea alla techno/house più
becera, dal bacio in bocca al calcio in culo,
etc…
E’ questa sinergia che dà forza alla
resistenza: musica + testi + immagini. E
così i luoghi dell’azione sono volutamente
infiniti: dalla galleria d’arte newyorkese allo
squat bosniaco, dal museo tedesco al club
giapponese, dal teatro francese al bar
andaluso.
Il PUTAN CLUB rivendica un’azione
bakuniniana di agit-prop. … hey baby, it’s
subversive …
Membri fondatori del Club:

François R. Cambuzat: musica, voce, DJing
Paolo Bonfiglio: disegni, proiezzioni, instant-art-movie
François R. Cambuzat ha fondato The Kim Squad , il Gran Teatro Amaro e L’ Enfance Rouge.
Discografia:The Kim Squad “Young bastards”,Virgin Italy, 1987 / François R. Cambuzat “Notre-Dame des Naufragés”, Virgin Italy, Stile
Libero, 1988 / François R. Cambuzat canta il Gran Teatro Amaro “Uccidiamo Kim”, Virgin Italy, Stile Libero, 1990 / Il Gran Teatro Amaro
“Port Famine”, RecRec Zürich 1991 / Il Gran Teatro Amaro “Hôtel Brennessel”, RecRec Zürich 1993 / Il Gran Teatro Amaro “Piazza
Orphelins”, RecRec Zürich 1995 / François R. Cambuzat et les Enfants Rouges “Swinoujscie-Tunis”, L’Enfance Rouge 1995 /
Compilation “Radioira”, Il Manifesto 1997 / François R. Cambuzat et les Enfants Rouges “Taurisano-Cajarc”, Taccuini, C.P.I. Polygram
1998 / François R. Cambuzat et les Enfants Rouges “Reus-Ljubljana”, L’Enfance Rouge 1998 / Compilation “Trienni TalpClub”, G3G
Records Barcelona 1999 / Compilation “Il Mucchio Selvaggio”, Il Mucchio Selvaggio Roma 2000 / L’Enfance Rouge “Davos-Leros”,
Audioglobe Firenze 2000 / L’Enfance Rouge “Rostock-Namur”, Audioglobe Firenze-L’Enfance Rouge 2002 /L’Enfance Rouge « Krsko-
Valencia », Wallace Records, 2005 / L’Enfance Rouge « Krsko-Valencia », T-Rec (F), 2006 / La République du Sauvage, Irfan
(F)+FromScratch (I), 2007 / L’Enfance Rouge « Trapani-Halq al Waady », Wallace Records (I) + T-Rec (F), 2008.
Paolo Bonfiglio vive e lavora in esilio dal 2001 a Monastero Bormida, Langhe. Ha collaborato con Emmanuele Luzzati per il Teatro
della Tosse (Genova), poi ha cominciato una carriera di video-artista/realizzatore nel 2001. Ha realizzato 6 film, presentati in numerosi
festival. Il suo ultimo film MATER, su una musica di Mick Harris (Napalm Death, Scorn, etc…) è stato proiettato nel mondo intero e ha
ricevuto numerosi premi tra i quali il “premier prix du concours des Arts Numériques Art & You 2007″.
Proiezzini recenti: LES INATTENDUS, Festival de films (très) indépendants, Lyon 2006 / SENEF, Seoul International Film Festival,
Seoul 2007 / VISIONARIA, International Video Festival, Festival Internazionale del cortometraggio e delle nuove immagini, Siena 2007 /
LUFF, Lausanne Underground Film & Music Festival, Lausanne 2007 / OPTICA, Festival Internacional de Vídeo Arte de Gijón, Gijón
2007 / YASUJIRO OZU, International Film Festival, Festival internazionale del cortometraggio, Sassuolo 2007 / ESPACE CANOPY,
Paris / Galerie SHOOT OFF, Paris / Concorso Italia dell’ edizione 2007 del Festival I Castelli Animati, Cinecitta’ (I-Roma).
Infos, photos, mp3 : www.virb.com/putanclub
Contact: putanclub@tiscali.it
ingresso 6€