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Postato il 12 April, 2010.
Categoria: Concerti Live, NEWS EVENTI.
“regina” live at Madcap Collective 5 years party
Grande serata al Condorito di Margarita, con due cantautori italiani che preferiscono prevalentemente l’ausilio della verbo inglese per esprimersi. Chitarra voce e poco più, questo basta a far emergere il loro grande talento, palese a prima vista.
ANDREA ROTTIN (Experimental / Folk / Electroacoustic )
Andrea, vive a Brno in Repubblica ceca…si esibisce con chitarra acustica voce e talvolta, un sonaglio legato al piede.
Attivo con progetto solista dal 2007, ultimo sussulto del ventre fecondo di Treviso e dintorni: già tra i fondatori del Collettivo Madcap, Andrea Rottin porta con se in questa tournèe italiana il suo ultimo lavoro “Songs About Nightmares”(2008, Madcap Collective), album stralunato, folk, eclettico con una scrittura pop interessante.
C’è chi, ascoltandolo, si espresso con parole forti: “è come se Syd Barrett avesse suonato l’Umplugged in New York insieme ai Nirvana…ma senza distorsore…!”. Ma c’è dell’altro, lo straordinario uso che fa della sua voce gli permette di avere una sorprendente flessibilità, passando dal falsetto al suo normale timbro, fino a raggiungere suoni che sembrano quasi effettati con un tremolo, o passati in un wha…in questo senso ci riporta tanto col pensiero ad esempi come Animal Collective e, ancora, Syd Barrett.
Imperdibile.
Links
www.maledetto.it/andrearottin
www.myspace.com/madcapandrea
www.last.fm/music/andrea+rottin
ISOBI (Minimal/acoustic/storm)
In apertura di serata troviamo Isobi, appellativo che usa per distinguere il suo lato di misicista con quello di videomaker, sua principale attività, nella quale si distingue da anni col nome d’arte di Isobel Blank.
Eleonora Giglione, questo il suo vero nome, è veramente un’artista a 360°. Toscana di nascita, si è sempre cimentata in una miriade di arti differenti ed è incredibile come in ognuna di queste, riesca, in una maniera certamente al di sopra delle righe. Balla, canta, suona, disegna, dipinge, costruisce, crea, riprende e monta clip video, ogni cosa che fa, sembra baciata da un talento ed originalità indiscussi.
In questa serata la vedremo cimentarsi al canto (il riferimento a Bjork è pressochè immediato) ed alla chitarra, con le quali ci presenterà il suo primo album da solista “Not a child”, prossimamente in uscita.
Nuovi volti.
http://www.myspace.com/isobimusic
questo invece è il suo space come videomaker…
Postato il 7 March, 2010.
Categoria: Carlos, Concerti Live, Segnalazioni.
HOLMES AL Condorito
Era di scena una band che amiamo particolarmente ovvero gli svedesi Holmes (www.myspace.com/holmezzz), che avevamo scoperto nella scorsa stagione proprio in questa stessa deliziosa location. Nel frattempo, il settetto proveniente da Vänersborg, ha registrato un album (uscito per la Black Star Foundation), ovvero “Wolves”, che contiene dieci brani in bilico tra pop, indie folk e alt-country: insomma, un ideale incontro tra i Belle & Sebastian e il suono folk americano del Neil Young meno abrasivo.
Postato il 15 January, 2010.
Categoria: Carlos, Concerti Live, NEWS EVENTI.
Postato il 5 January, 2010.
Categoria: Carlos, Concerti Live, NEWS EVENTI.
La VOCE è un potente veicolo delle emozioni.
Emozioni, pensieri e innumerevoli fattori della vita quotidiana concorrono talvolta ad alterare la naturale accordatura del corpo e dello strumento voce.
Scopo del seminario è quello di approfondire le potenzialità dello strumento VOCE,
in un percorso a ritroso in cui la ricerca giocosa del suono
spogliato del significato della parole si concentri sulla forza guaritrice delle vibrazioni.
Le vibrazioni come le onde del mare si infrangono sul nostro corpo fisico
modellando i sentimenti le emozioni e gli stati d’animo.
Nei due giorni di Workshop condotti dal musicologo Ciro Buttari Molignani , si approfondirà l’aspetto dinamico del suono attraverso esercizi di respirazione e improvvisazione e canto
con l’obbiettivo di potenziare le capacità creativa e guaritrice del suono dell’anima, la VOCE.
I punti:
Percorso antropologico del canto
Attivazione del respiro sonoro
Il punto fermo
Canto polifonico microtonale
Risonanza, Consonanza, Dissonanza micro e macro motricità del suono
Canto ritmico e canto melodico
Il corpo come membrana vibrante
I confini del corpo fisico e i corpi sottili
Approfondimento dell’ascolto e del silenzio
Attivazione del flusso spontaneo attraverso le attivazioni vocali
Improvvisazioni
Incontro Sabato 27 marzo ore 10,00 presso il Condorito (Via della Stazione 64 Margarita-Cuneo)
leggero rifresco di benvenuto e presentazioni
inizio del seminario
18,oo approfondimento di Ciro Buttari
a seguire cena vegetariana e improvvisazione musicale dello stesso Ciro Buttari e di chiunque voglia partecipare
Domenica 28 Marzo
seconda parte del seminario
pranzo
ore 18,00 improvvisazione collettiva
CONCERTO
per info ( condorito.carlos@gmail.com)
( possibilità di vitto e alloggio )
Ciro Bùttari,
Cantante e compositore polistrumentista. Esecutore di Musica per il teatro,la danza,l’arte visiva e il cinema.
Dal 1967 al 74 soggiorna in medio Oriente, Africa ed Estremo Oriente svolgendo attività musicale e di ricerca sulle culture “ primitive “
74/75 Di rientro in Europa si stabilisce per un anno a Londra dove frequenta la University of London Extra-Mural Course presso il South Bank Institute .Il Workshop di Avant garde Music ,condotto da Philipp Wachsman e da Barry Anderson,tratta principalmente tematiche quali :la natura essenziale del suono,vari tipi di improvvisazioni,la musica sperimentale , elettronica e musica concreta, nuovi sistemi di organizzazione musicale e di scrittura. Avvicina in quel periodo John Cage,che rivedrà a torino nel 1987,Derek Baley,Steve Lacy,Radu Malfatti, Paul Litton e tanti altri esponenti di rilievo della nuova Avanguardia. Intraprende la pratica della “autenticità creativa” attraverso la musica spontanea e l’uso della voce come più importante mezzo espressivo
Nel 75 rientra definitivamente in Italia stabilendosi a Torino.
Da allora continua a privileggiare la sua ricerca applicandola alla Musicoterapia e alla nuova didattica musicale.
76/78: Incontra Paolo Conte e,per conto della RCA,realizza come cantante i provini delle sue canzoni.
Nel 77 forma un gruppo con altri compositori,tra questi Ludovico Einaudi e Gigi Venegoni. Realizzano per l’etichetta CRAMPS due LP: Rumore Rosso e Sarabanda.
82/83 :Compone musica per films di Daniele Segre e Tonino De Bernardi: ” Testa dura ” (Festival del Cinema di Venezia) e per conto della Rai ” Droga che fare “, ” Cinzia “, “Trip Tac Cucù “,” Divertirsi a Torino ” ed altri.
84 :Canta come voce solista nell’opera di Ludovico Einaudi dal titolo ” Sul filo di Orfeo ” registrata a Torino con l’orchestra Sinfonica della Rai ,commissionata dal Teatro Comunale di Firenze,ed. Ricordi.
84:Inizia una importante collaborazione con Luciano Berio che lo vedrà impegnato come cantante attore per tre produzioni dell ” Orfeo 2 ” tratto dall’opera del Monte Verdi
Nell’84, per il Teatro Comunale di Firenze ,47° Maggio Fiorentino, Palazzo Pitti.
Nell’85 , inaugurazione della grande Hall della Villette di Parigi.nell’ Anno Europeo della Musica,
Nell’86 ,prodotto dal Musicus Concentus per Firenze Capitale Europea della Cultura.
1987 : Con lo pseudonimo di Yorick entra a far parte del “ Teatro dei Sensibili ” dello scrittore poeta Guido Ceronetti. Compone ed esegue dal vivo le musiche di ” Omaggio a Luis Bunuel “. Nell’88 segue “Mystic Luna Park. Nel 91 con il Teatro dei Sensibili effettua una tournè europea di 6 mesi con lo spettacolo ” Viaggia, viaggia Rimbaud “.
93/94 Per Enrico Ghezzi e Marco Melani ( Fuori Orario Rai 3 ) compone , con Massimo Cartello e Marco Pezzuti, la colonna sonora di uno dei capolavori dell’espressionismo tedesco del 1920 :il Golem di Paul Wegner . In occasione della presentazione della pellicola restaurata dal Museo del Cinema di Torino, esegue dal vivo le musiche del Golem.
95 : Al Festival del Cinema di Taormina crea musica dialogando con le immagini di films di Tonino De Bernardi. In seguito è presente in numerosi altri Festival del Cinema : Cinema Giovani, Locarno, Rotterdam,Amsterdam,Dunkerk ,Roma, Portogallo e Festival del Cinema di Venezia.
94\95 Torino eventi speciali “ Città Svelata “ 6 ore di performance di Musica Creativa .Via Gioacchino e O.G.R.
1997:Si trasferisce definitivamente a Mondovì dove prosegue l’insegnamento nelle scuole Monregalesi con un suo metodo di nuova didattica musicale dal titolo “l’Occhio che sente,l’Orecchio che vede”.Altro progetto di musicoterapia che da molti anni riscuote interesse nelle scuole elementari,medie e ITC Superiori torinesi è “Diverso è Uguale”.
98\2006
Conduce seminari intensivi di canto spontaneo , ”IO SONO SUONO” e di ricerca della forza riequilibratrice nascosta nella voce umana rivolti a psicologi, insegnanti, medici, terapeuti ,
ricercatori e a coloro che non si considerano intonati e che hanno difficoltà ad accettare la propria voce .
Dal 1979 si occupa di nuova didattica e Musicoterapia lavorando con disabili gravi e portatori di handicap in ambito psichiatrico e socioterapeutico,nelle scuole materne, elementari, medie e superiori .
Svolge attività di formatore musicale per conto del Provveditorato agli Studi e dell’Assessorato al sistema Educativo di Torino, Necessità Educative Speciali, ITC Arduino, C.S.T, Integrazione e Sviluppo. Dal 2002 porta avanti un laboratorio musicale con una ventina di utenti medio gravi presso il Colleggino Milena di Ternavasso (Carmagnola)
Nel 2006, per conto della A.S.L.TO 4 di Chivasso ( alcologia) e dell’associazione culturale “Il Salto”, realizza un laboratorio musicale ,divenuto ora Centro Sperimentale Riabilitativo per l’intervento sulla comorbilità in alcologia, rivolto ad utenti con comorbilità psichiatrica . Collabora dal 2006 con l’Associazione piemontese Sindrome di Williams e il CE.S.M.M.E.Centro Studi Musica e Medicina di Pavia ad un progetto triennale sperimentale di ricerca e didattica musicale per soggetti affetti da Sindrome di Williams ,conclusosi nel 2008 e ripreso nel 2009.
In equipe con psicologi e musicoterapeuti , con la super visione della dott.ssa Nerea Albertini. Il lavoro proposto con 10 soggetti affetti da SW fornisce un repertorio di osservazioni utili alla comunità scientifica e fondamentali negli ambiti della musicoterapia e delle didattiche specializzate.
2009-Cocerto al Teatro S.Giuseppe a Torino in occasione della “Marcia Mondiale per la Pace”.
Per la giornata Internaziole “La Lingua Madre” organizzata dall’Unesco .Laboratori Interculturali con le scuole torinesi presso l’Auditorium Cascina la Marchesa. Gruppi di cento bambini per ogni mattinata.I Laboratori proseguiranno nel mese di gennaio e febbraio.
Gli strumenti utilizzati da Ciro Bùttari sono : voce, percussioni di ogni genere, organetto diatonico e
accordeon, Santur Persiano a 72 corde, disco Armonico HANG PanArt, Arpa Celtica,tastiere a ventola e a
mantice,Armonium Indiano ,campionatore senza memoria, Jam Man Lexicon, Loop station boss, Vocalist, monocordo
armonico.
DISCOGRAFIA Rumore Rosso ed. CRAMPS-1977
Sarabanda ed. CRAMPS -1978
Esercitazioni al volo dell’ Angelo CREMS ed. Indipendente
Caro Amore CREMS ed. Indipendente/ Confluenze in mutazione CREMS ed. Indipendente
Paesaggi Interiori ed. ECOSOUND Frammenti dell’io CREMS ed. Indipendente
/Canti dell’Anima ed. ECOSOUND
Postato il 25 December, 2009.
Categoria: Cineclub, Concerti Live, NEWS EVENTI.

CARNE
ENOMISOSSAB, voce e corpo
ANDY RIVIENI, fantasmagoria moderna
Svuotati del proprio corpo, mercificato ed esibito in una dimensione digitale perfetta; circondati minacciati da una mutazione psicocognitiva che agisce direttamente nella psicosfera.
Il rapporto tra esseri umani viene gestito attraverso riduttori digitali di complessità: il denaro e i suoi simboli, la tecnologia invasiva, l’informazione spettacolo ed infine lo stereotipo.
1. LA MERCE PERFETTA
Droga. Cut-up di una lirica di A. Camerini per voce e fantasmagoria. Inserimenti elettronici di F. Balbo.
2. IL VIRUS PERFETTO
Pubblicità. Voce, fantasmagoria e campionamenti.
La distruzione del linguaggio umano attraverso un massacro periferico, replicabile, contagioso.
3. NAGASAKI DOPO LA PIOGGIA
Alienazione. Cut-up di una lirica dei CCM per voce e fantasmagoria.
Lo scenario postindustriale.
“Advertising is the very soul of humanity”.
Durata della messainscena 30′ circa. Salvo bis improvvisati.Le luci saranno spente, così come i telefonini: è invece consigliata l’accensione del cervello.
NESSUNO DEI DUE ARTISTI E’ ISCRITTO ALLA MASSONERIA
Cento anni prima dell’invenzione nefasta dei fratelli Lumiere giravano per l’europa scienziati maghi e ciarlatani che usavano macchine che producevano immagini a colori e in movimento, fantasmatiche per l’appunto. Il fantasma è l’immagine dell’irreale, il suo strascico nel mondo dei cinque sensi. Il fantascopio è lo strumento che permette alla fantasia di “rendere brutte le cose belle e belle le cose brutte” (definizione di un bambino di prima elementare che sa usare il fantascopio). La Fantasmagoria è lo spettacolo che l’irreale fantasmatico dà a beneficio dell’umano-quotidiano spettatroce. La prima cosa di cui mi sono reso conto quando, nel finire del secolo scorso (di cento in cento ahimè) sono inciampato nel Fantascopio è stato che con questo strumento non potevo assolutamente riprodurre la realtà. La sua sfocatura e le sue imperfezioni lo legano idissolubilmente al mito della caverna e quindi all’inconoscibile. Quindi l’equivoco della locomotiva che fa scappare gli spettatori e che convince tutti che gli aereoplani distruggono i grattaceli non mi riguardava. Definitivamente. Quindi da me e dal mio fantascopio otterrete solo sogni, qualche incubo, e qualcos’altro ancora che non so neanche io cos’è ma vale la pena di vedere.
Postato il 17 November, 2009.
Categoria: Cineclub, Concerti Live, NEWS EVENTI.
B.K. in Musik (Buster Keaton In Musica)
Personaggi:
Buster Keaton: lui stesso
CineOrchestrA: musica e suono
II cinema è un arte “sonora”.
Potrebbe risultare piuttosto bizzarra quest’affermazione di apertura ma risponde ad una semplice verità che, spesso, sfugge al fruitore cinematografico.
Si è soliti asserire ‘vado e vedere un film’, ‘ho visto talaltro spettacolo’ e via discorrendo. A ben guardare non si tratta di frasi errate ma, per così dire, incomplete. Il cinema infatti non lo si vede soltanto ma lo si ascolta anche; esso è una Creatura Audiovisiva, l’incontro tra l’immagine e il suono/la musica.
Si, è vero, il cinema è figlio tanto della pittura quanto della fotografia ma vive e pulsa con il suono, dove con suono intendo il suono puro (d’ambiente, voci etc.) e la musica.
Fermo restando ciò che si è detto il cinema è, da sempre, sonoro, dai Lumière ai giorni nostri.
Dagli anni ’30 del ‘900 si sono prepotentemente imposte la voce e la musica filmica anche se, quest’ultima, era presente già nei decenni precedenti. Essa era un commento live ad opera di un musicista singolo, spesso un pianista, presente in sala.
La musica ha lo strano ed inspiegabile potere di condizionare e mutare ciò che commenta ed accompagna. Gli esempi sarebbero centinaia di migliaia e tutti degni d’interesse ma non è questa la sede per dilungarsi.
Piuttosto questa è la sede per presentare un progetto di rivisitazione utilizzando gli strumenti del passato (la musica live che commenta un film muto) con una concezione ed uno stile che appartengono alla contemporaneità. Detto questo la CineOrchestrA accetta la sfida e si getta nella sonorizzazione del film muto, cercando di cogliere i moti dell’anima del regista e mettendosi completamente in gioco rimusicando immagini musicate nelle fumose sale cinematografiche quasi un secolo prima.
La scelta compiuta dalla formazione è ricaduta su uno dei maggiori rappresentanti del grande cinema muto americano: Buster Keaton.
“Buster” ossia “che toglie il respiro” oppure “piccolo fenomeno”, come pare lo abbia soprannominato Harry Houdini. Un nome di riguardo per un ometto di esile corporatura nato e cresciuto in una famiglia di vaudeville che cambiò le regole del cinema comico degli anni ’20 con inserti di esperienze che derivavano dal suo retroterra familiare. Dobbiamo sapere, infatti, che Buster, da bambino, era parte integrante degli show che i due genitori proponevano sui palcoscenici. Si trattava di spettacoli che a larghe linee potremmo definire clowneschi, sfocianti a tratti nell’assurdo comico con rocamboleschi numeri simil-circensi e situazioni paradossali. Il piccolo Buster era immerso in questo mondo non solamente da un punto di vista mentale ma anche strettamente fisico. Pare, infatti, che i genitori lo “utilizzassero” come fantoccio vivente sottoponendolo a numerosi numeri di contorsione o di agilità al di sopra delle comuni possibilità di un bambino. Pare anche che i genitori subirono una denuncia per maltrattamento di minori, denuncia ritirata nel momento in cui il pargolo rivelò di non accusare alcun dolore durante quei numeri e, anzi, di divertirsi come un matto.
Va da sé comprendere come tutte queste esperienze abbiano formato ed artisticamente influenzato il giovane Buster lungo la sua carriera, andando a confluire nella sua personale visione del cinema.
Un cinema che all’epoca non riuscì ad ottenere i meritati riconoscimenti, forse adombrato da un colosso come Charlie Chaplin o forse, semplicemente, come spesso accade, non compreso appieno.
I film interpretati da Keaton, soprattutto quelli diretti da lui stesso, si presentano a tutt’oggi attuali, divertenti nella loro tragicità e pervasi da un senso dell’assurdo quasi di gusto surrealista, pur essendo il nostro completamente estraneo a quel movimento.
Gags, inseguimenti reiterati, sfortune quotidiane, romanticismo delicato e poetico, tutto questo, quasi sempre, calato in uno scenario urbano. Un piccolo uomo vestito con abiti di taglia superiore alla sua, calzando scarpe lunghe e indossando un semplice cappello (che si porterà dietro sino all’ultimo film interpretato nel 1965: Film di Alan Schneider, scritto da Samuel Beckett), e con un volto impassibile, aldilà della malinconia o della felicità, vaga tra i palazzi delle metropoli o in aperta campagna come alla perenne ricerca di qualche cosa.
Probabilmente non è casuale che la sua, breve, carriera si sia conclusa interpretando un film scritto da uno dei grandi teorici dell’assurdo come Samuel Beckett. C’è una sottile linea che unisce i due artisti, la ricerca della comicità nella tragedia dell’esistenza, nella solitudine, nell’indigenza e nei personaggi che stanno ai margini delle moderne società capitaliste. Vedere Buster Keaton è come vedere coloro che attendono Godot, persi in un vuoto che li fa compiere azioni che, a noi, appaiono inspiegabili e al di fuori delle comuni usanze comportamentali.
La sua produzione cinematografica non è particolarmente vasta. Dopo studi teatrali e gli anni di apprendistato come spalla di Roscoe “Fatty” Arbuckle (vera e propria star del cinema muto americano) inizia la sua carriera da protagonista e regista. E’ qui che Keaton riesce ad esprimersi compiutamente raggiungendo la completa maturità. La prova di questa tesi è data dal primo cortometraggio da lui firmato e da noi musicato:
Una Settimana (One Week) 23’- 1920
Come esordio ci troviamo di fronte ad un autentico capolavoro di rigore e forma. Ogni piccolo elemento del film va a formare un’enorme mosaico accecante di perfezione.
Il mondo di Buster è già tutto delineato e pronto. Il paradosso, il ludo, la malinconia, l’amore, il gioco plastico del corpo dell’attore, il suo sguardo vacuo ma colmo di elementi.
I suoi lavori si moltiplicano alternando lungometraggi a corti come
La Casa Stregata (The Haunted House) 21’- 1921
Altro capitolo della saga keatoniana consacrato, quasi esclusivamente, al lato comico/atletico del nostro. Anche in questo caso abbiamo un perfetto congegno filmico con diverse situazioni che si susseguono in una serie di esilaranti siparietti che ripercorrono i punti cardine dell’arte di Keaton.
Tiro a Segno (The High Sign) 21’- 1921
In quell’anno (1921) la produzione di Buster Keaton arrivò a vette di espressività altissime.
Qui l’attore si trova protagonista di una storia apparentemente lineare dove si affastellano elementi, diciamo, di “disturbo” che la rendono squisitamente comica. Vi è inoltre un piccolo saggio del Buster Keaton inventore di congegni rudimentali ma dalle funzioni avveniristiche.
I Vicini (Neighbours) 17’- 1920
Con Neighbours Keaton costruisce una superba e classica storia d’amore filtrata dal suo mondo lunare e fantastico. Il volto romantico di un genio della risata.
La carriera di Buster ebbe una brusca frenata con l’avvento del sonoro. L’arte del nostro era troppo caratterizzata sul movimento e sulla mono-espressione di quel volto per piegarsi all’uso della parola. Furono altri a proseguire il cammino riuscendo a fare della parola la loro grande forza (Chaplin I Fratelli Marx, Stanlio e Ollio). Buster finirà nell’ombra del suo stesso genio avendo qua e là qualche parte in film di grande rilievo, Viale del Tramonto di Billy Wilder nel 1950 su tutti ma la sua stagione si compì nel decennio del ’20.
Circolarmente Buster nacque col muto e morì con lo stesso nell’Atto Senza Parole di Samuel Beckett già ricordato in precedenza e denominato semplicemente Film.
Una carriera coerente che tentiamo di ricordare e di omaggiare al meglio.
CineOrchestra
Una ‘piccola’ orchestra che fa della musica la sua professione e la sua vita, un insieme di musicisti che credono nell’esistenza di un collegamento tangibile tra le varie arti.
Sono qui proprio per questo, unire la musica con le immagini, condizionare ciò che vediamo, coinvolgere lo spettatore nella magnifica esperienza dell’ audiovisione.
Davide Garola
Trombone, Flicorno
Fabio Gorlier
Pianoforte
Michele Anelli
Contrabbasso
Lorenzo Arese
Batteria, Percussioni
CURRICULUM VITAE MUSICISTI
DAVIDE GAROLA
Si cimenta nello studio della chitarra all’età di sette anni e a dieci si esibisce abitualmente in pubblico; a sedici anni intraprende lo studio della tromba presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. In parallelo agli studi classici, spinto dalla passione e dall’interesse per la musica afro-americana, studia il trombone a coulisse con J. Capriuolo.
Comincia ad esibirsi nella Big Band di Cherasco diretta da R. Andreoli con la quale tiene numerosi concerti in Italia e in Germania. Con un quintetto di tromboni con J. Capriuolo ( I trb della RAI di Torino), R. Andreoli, G.Marchesi ( trb basso della RAI di Torino) e G.Bogliano ( trb della Big Band di Gianni Basso) partecipa alla “IV Rassegna Internazionale di Jazz di Moncalieri”.
Ha collaborato con: Emanuele Cisi, Pino Russo, Max Filannino, Ciro Buttari, Francesco Bertone, Four Fellows, Scuola “Alto Perfezionamento di Saluzzo”, Luis Casih, Enzo Zirilli, Beppe Bima, Fabrizio Bosso, Gianni Negro, Remo Ramondetti, Francesca Oliveri, Felice Reggio e altri.
FABIO GORLIER
Fabio Gorlier si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, dopo aver studiato al Civico Istituto Musicale di Alba sotto la guida del Prof. Valter Protto. Successivamente ha seguito un master pianistico presso il Conservatorio di Alessandria. Parallelamente si è accostato al jazz partecipando ai corsi di pianoforte e armonia moderna al Centro Jazz di Torino. Si è poi perfezionato ai Seminari di Arquato, Siena dove viene scelto per la masterclass di Enrico Rava, e Nuoro dove vince la borsa di studio come miglior pianista, studiando con i più grandi nomi del jazz italiano, tra cui Franco D’Andrea, Riccardo Zegna, Maria Pia de Vito e Danilo Rea. Ha approfondito lo studio della musica anche a livello universitario laureandosi in Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo e in Storia della Musica presso l’Università di Torino, studiando anche in Francia presso l’Université “F. Rabelais” di Tours, città dove ha tenuto alcuni concerti con l’Orchestra Jazz della città. E’ attivo da diversi anni con un’intensa attività concertistica che spazia dalla musica classica a quella moderna, con una particolare predilezione per il jazz. In particolare si è esibito con l’Orchestra “G. Pressenda” di Alba, la “Jam Studio Orchestra” di Torino, il Jazz Ensemble del Conservatorio di Cuneo, il Gruppo dei seminari di Nuoro Jazz, e con molte altre formazioni. Attualmente svolge attività didattica presso gli Istituti Musicali “A. Gandino” di Bra e “L. Rocca” di Alba. Svolge anche attività giornalistica e di ricerca dedicata alla musica, pubblicando articoli per la rivista francese “Analyse Musicale”, Il “Giornale della Musica”, il Teatro di Arezzo, l’Istituto per i Beni Musicali del Piemonte e alcune rassegne musicali quali “Rivoli in Musica” e “L’Altro Suono”.
MICHELE ANELLI
Oltrepassati i doverosi studi classici, compiuti privatamente, e laureatosi in Lettere e Filosofia con una dissertazione sulla colonna sonora jazz nel cinema incomincia la pratica jazzistica studiando dapprima con Enrico Fazio presso la Scuola Civica di Torino, successivamente sotto la guida del Maestro Saverio Miele. Frequenta diversi seminari a tenuti da Drew Gress e da Ares Tavolazzi e studia altresì con Luigi Tessarollo, Diego Borotti, Stefano Maccagno, Manu Roche, Alessandro Maiorino.
Attualmente si sta perfezionando con il contrabbassista/compositore Mauro Battisti.
E’ bassista fisso delle Free-Style Orchestra diretta da Diego Borotti. La presenza nella big band gli ha permesso di suonare al fianco di Alberto Mandarini, Luigi Tessarollo, Daniele Tione e Diego Mascherpa.
Sempre in compagnia di Diego Borotti, insieme a Stefano Maccagno ,Andrea Penna e Moreno Donofrio ha partecipato al festival jazz di Ravensburg .
Insegna presso la scuola di musica La Ritmica diretta da Gianni Branca ed è membro stabile del Gruppo Jazz Universitario. Collabora stabilmente con l’ Istituto Musicale di Rivoli.
Oltre a svolgere attività di free-lancer fa parte di numerose formazioni a progetto.
Ha collaborato, tra gli altri, con Diego Borotti, Paolo Musarò, Eugenio Mirti, Lorenzo Arese, Fabio Giachino, Sergio Di Gennaro, Giuseppe Torrente, Fabio Gorlier, Folco Fedele, Enrico Bigoni, Daniele Bergese, Emanuel Donadelli…….
LORENZO ARESE
Batterista impegnato in diversi contesti musicali, che spaziano dal pop/rock, alla musica d’autore e al jazz, compie i primi studi sotto la guida di Riccardo Serra (Lou Dalfin) e Bruno Astesana. Negli ultimi anni segue seminari e lezioni con Eugenio Mori, Stefano Bagnoli, Elio Rivagli, Christian Meyer, John Riley, Horacio “El Negro” Hernandez, Ellade Bandini, Marco Volpe.
Nel 2007 inoltre frequenta Siena Jazz, seguendo le lezioni di Fabrizio Sferra e Paolino dalla Porta, e nel 2008 dapprima il seminario “We Love Jazz”, con Jimmy Cobb, Byron Landham e Benny Golson, poi il seminario “Roma Jazz’s Cool” a Roma, con Salvatore Bonafede, Scott Colley, Joey Calderazzo e Jeff “Tain” Watts. Le collaborazioni passate ed attuali annoverano un lungo elenco di musicisti e formazioni, tra Piemonte e Lombardia, sia in ambito pop/rock/folk (Pubblicirock, Monica Postiglione, Luca Allievi, Elia, Lou Gai Saber, Endura, Ivano Gruarin, Giampaolo Marinelli, EquiVoci, Crazy Strings) che jazz/fusion (tra i musicisti cito Davide Liberti, Roberto Chiriaco, Marcello Burdese, Fabio Giachino, Fabio Gorlier, Andrea Bozzetto, Beppe Nicolosi, Riccardo Moffa, Michele Anelli, Mauro Battisti, Maurizio Vespa, Matteo Ravizza, Alessandro Fadini, Nikolaj Limanskij, Roberto Andreoli, Gianni De Nitto).
Nel 2008 suona al Summer Jamboree, festival di rilevanza internazionale, con i Crazy Strings.
Postato il 5 October, 2009.
Categoria: Il video della settimana, NEWS EVENTI.
Ha portato nel mondo la canzone latino americana, un inno poderoso che ha rinfrescato molti cuori sofferenti
Adios
Postato il 24 September, 2009.
Categoria: Segnalazioni.
Postato il 21 September, 2009.
Categoria: Concerti Live, NEWS EVENTI.
Venerdì 2 Ottobre
L’amore il marito della vita !
Piero Ciampi, la vita la poesia la sua presenza scenica in una serata interamente dedicata al cantautore Livornese.
Molti non sanno che una famosa frase di una delle più interessanti canzoni di Zucchero Fornaciari (come da lui narrato durante una lunga intervista, ma riconosciuto solo in seguito ad una causa intentatagli dai parenti del defunto cantautore) è una citazione al grande estro di Piero Ciampi “il mare impetuoso al tramonto, salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…se la chiavò”.
Nel 1975 Francesco De Gregori scrisse a proposito di Piero Ciampi: “Le sue canzoni sono graffi di vita che ce lo restituiscono intero e solitario nella sua voglia di essere e nella sua capacità di parlare. Nella noiosa foresta della Gente Muta le sue canzoni sono i sassolini che ci portano alla spianata da cui, con un po’ di fortuna, si può vedere un pezzetto di luna. E’ facile sbarazzarsi di Piero Ciampi dandogli del poeta, ma non è vero. Ciampi non ha tempo per questo, è troppo occupato a vivere”. da myspace di ciampi
MR TBONE feat DJ PIDDU (www.myspace.com/mrtboneblog
Dopo il successo di marzo, nuova serata dedicata ai vecchi ed affascinati suoni jamaicani.
Mr TBone, anima dei YOUNG LIONS (con i quali presto partirà per una lunga tournèe in Europa e negli States) e membro per anni di band quali Bluebeaters, Africa Unite, New York Ska Jazz Ensemble, delizierà il pubblico del Condorito con i virtuosismi del suo strumento, accompagnato dalle selezioni di Dj Piddu, esclusivamente in 7” originali da fine anni ’50 ad inizio anni ’70.
Per respirare un’atmosmera di una Kingston d’antan e per lasciarsi trascinare e coinvolgere da calypso, jamaican r’n’b, ska, rocksteady e skinhead reggae.
Postato il 21 September, 2009.
Categoria: Mostre ed esposizioni, NEWS EVENTI.

Da venerdì 26 settembre dalle 21,00 avrà inizio la nuova stagione del condorito, sarà come nell’ormai stile una stagione in divenire, in un percorso ricco e diverso ogni volta.
I concerti partono di sabato con Holmes 29/09, Mr T bone e Piddu 3/10, Ulisse e Camilla 18/10, Rootz flava soud e Dj Piddu 24/10, Oggitani 31/10Venerdì sarà dedicato all’ascolto di persone che hanno lasciato tracce significative. Esordiamo il 2 ottobre con i testi e le musiche di Piero Ciampi, i venerdì seguenti saranno frutto della partecipazione e dello scambio che non manca mai da queste parti. E’ in prerarazione una mostra ” MEXICO tanto per iniziare (Davide Del Podio)
per suggerimenti e info scrivete a Carlos (info@condorito.it)
buon sogno lucido